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Visita il castello nascosto della Regina Bianca

    Castello della Regina Bianca, dettaglio porta
    la porta blu

    Nel 13° arrondissement di Parigi, il Castello della Regina Bianca e il quartiere dei Gobelins si ergono come testimoni silenziosi di un passato ricco di storie e trasformazioni.

    Lontani dai percorsi turistici tradizionali, questi luoghi invitano i visitatori curiosi a viaggiare attraverso i secoli, dai misteri medievali alle complesse vicende industriali. Scopriamo insieme l’affascinante storia di questo castello e del suo quartiere.

    Oggi, il Castello della Regina Bianca è una residenza privata di grande fascino, ma è anche un luogo storico che mantiene viva la sua aura di mistero e bellezza.

    Le visite al suo interno, tuttavia, sono possibili solo in certi periodi dell’anno e richiedono un’accurata pianificazione.

    Per non perdere l’opportunità di esplorare questo gioiello nascosto, è fondamentale restare informati e approfittare dei servizi di un travel planner esperto come In Filigrana, che può garantire un’esperienza unica e indimenticabile.

    Parigi, il Castello della Regina Bianca
    Parigi, il Castello della Regina Bianca visto dalla strada

    La Regina Bianca e la costruzione del castello

    Dopo la morte del famoso re San Luigi nel 1270, la sua vedova, Margherita di Provenza – nota appunto come “Regina Bianca” per il suo abito bianco da lutto – fece costruire questo piccolo castello come rifugio tranquillo dal trambusto di Parigi. La scelta del luogo, all’epoca fuori dalle mura della città, le offrì una preziosa tranquillità.

    Situato sulle rive della Bièvre, il castello beneficiava della presenza di questo fiume, utilizzato non solo per i fossati, ma anche per il trasporto dei materiali e le attività quotidiane. Tuttavia, il castello non sopravvisse a lungo: nel 1404 fu in gran parte smantellato.

    Oggi, dell’antico castello medievale rimane solo una facciata, visibile in parte anche dalla strada, che conserva ancora le caratteristiche architettoniche del suo rinnovamento rinascimentale ma con una mentalità medievale, come le tipiche finestre bifore (in francese “à meneaux”).

    Il cortile d'onore
    La cour d’honneur, il cortile d’onore

    La Bièvre e i Gobelins: un sodalizio naturale

    La Bièvre, piccolo fiume oggi per lo più sotterraneo, aveva un ruolo centrale per il quartiere dei Gobelins. Fin dal Medioevo, le sue acque erano fondamentali per la tintura e il lavaggio dei tessuti, due attività che avrebbero definito l’economia locale.

    Fu qui che Jean Gobelins, un tintore fiammingo, si stabilì a metà del XV secolo. La sua scelta di insediamento non era casuale: la qualità dell’acqua della Bièvre era rinomata per la tintura, in particolare per ottenere il celebre rosso cremisi che rese famosa la famiglia Gobelins.

    Castello della Regina Bianca, dettaglio d'epoca industriale
    Dettaglio d’epoca industriale

    I Gobelins: una famiglia influente nel commercio tessile

    La famiglia Gobelins svolse un ruolo cruciale nello sviluppo del quartiere. Jean Gobelins, fondatore dell’atelier, attirò artigiani italiani, esperti in tintura e manifattura, rafforzando così le competenze locali con saperi importati. I Gobelins, grazie alle loro alleanze con mercanti fiamminghi e italiani, riuscirono a stabilire una rete commerciale potente che estese la loro influenza ben oltre Parigi.

    I discendenti di Jean Gobelins continuarono a sviluppare la manifattura, che divenne un laboratorio reale sotto Luigi XIV nel 1662. Questa decisione rafforzò ulteriormente la reputazione dei Gobelins, facendo della loro manifattura il fornitore ufficiale di arazzi per la corte di Francia. La manifattura dei Gobelins divenne così un simbolo di lusso e maestria artigianale, attirando ordini da tutta Europa.

    Parigi, castello della Regina Bianca, cortile interno
    Parigi, castello della Regina Bianca, cortile interno

    Una residenza rinascimentale

    La facciata più bella e interessante si affaccia sull’antico giardino, accessibile da rue Gustave Geffroy.

    Realizzata in pietra a bugnato, questa dimora presenta eleganti finestre bifore (in francese “à méneaux”) e una torretta a sbalzo sormontata da una struttura a forma di torretta.

    La facciata rinascimentale
    La facciata rinascimentale

    All’interno si trovano ancora due scale a chiocciola, supportate da pregevoli colonne in quercia.

    L’edificio è costruito sopra due piani di cantine a volta, notevoli per la loro bellezza. Un ingresso carrabile, sovrastato da una piccola galleria coperta in legno, conduce al cortile d’onore, lastricato e contornato da due gallerie con arcate in pietra situate a sud e a nord. Nel cortile si trova anche un antico pozzo.

    Facciata rinascimentale
    Facciata rinascimentale
    Facciata rinascimentale, esempio di finestra bifora
    Facciata rinascimentale, esempio di finestra bifora

    Un mistero architettonico: le enormi colonne in quercia

    Tra gli elementi architettonici più intriganti del Castello della Regina Bianca, ci sono due enormi travi di quercia scolpite, ciascuna alta 14 metri, collocate ciascuna nelle due torri dell’edificio.

    Queste travi, eccezionalmente grandi anche per l’epoca, sollevano molte domande. Per fare un confronto, anche durante la costruzione di Notre-Dame de Paris, non era stato possibile trovare alberi così alti e di una tale qualità per la carpenteria della cattedrale.

    Gli storici si interrogano su come questi pezzi rari siano arrivati a Parigi.

    Possibile che la famiglia Gobelins, forte delle sue relazioni commerciali e della sua influenza, abbia usato il suo potere per far arrivare queste travi dal Belgio o dai Paesi Bassi via nave? Questa ipotesi riflette non solo la loro influenza e la loro ricchezza, ma anche la loro capacità di rendere una struttura industriale un simbolo del loro potere e prestigio.

    Il “Ballo des Ardents” e la distruzione del castello

    Il “Bal des Ardents” o “Bal des Sauvages” ebbe luogo il 28 gennaio 1393 all’Hôtel Saint-Pol di Parigi, in presenza di Carlo VI, re di Francia, soprannominato “Carlo il Folle” a causa dei suoi episodi di demenza mentale. Esso fu organizzato da Isabeau di Baviera in onore delle nozze di una delle sue dame di compagnia.

    Si trattava probabilmente di un charivari tradizionale (conosciuto anche come “mummery”), in cui i ballerini erano vestiti da selvaggi, creature mitologiche comunemente associate alla demonologia e agli spiriti maligni.

    La festa si trasformò in tragedia quando quattro nobili persero la vita in un incendio, causato accidentalmente da una torcia tenuta da Luigi, duca di Orléans e fratello del re.

    Soltanto Carlo VI e un altro partecipante riuscirono a salvarsi. Già afflitto da gravi problemi mentali, il re precipitò ulteriormente nella follia dopo questo drammatico episodio.

    Anche se non ci sono prove dirette che colleghino questo evento alla distruzione del Castello della Regina Bianca nel 1404, il contesto di incertezza e conflitti interni potrebbe aver influito sulla decisione di demolire il castello, considerato non più strategico o sicuro. In quel periodo, molti edifici furono abbandonati, saccheggiati o demoliti, e il castello potrebbe essere stato vittima di queste circostanze.

    Castello della Regina Bianca, galleria con arcate in pietra
    galleria con arcate in pietra

    Un quartiere in mutamento: dai nobili agli artigiani

    Prima di diventare un quartiere operaio, il luogo era apprezzato dai nobili per la sua calma e la relativa vicinanza alla città pur offrendo una certa tranquillità.

    Tuttavia, nel XVII secolo, con la promulgazione di una legge che vietava il trattamento dei rifiuti entro le mura di Parigi, il quartiere dei Gobelins cambiò volto. Divenne un rifugio per le industrie inquinanti, attirando progressivamente una popolazione operaia e artigianale, modificando a poco a poco il carattere del quartiere.

    Castello della Regina Bianca, dettaglio dopo i lavori di restauro
    dettaglio dopo i lavori di restauro
    Castello della Regina Bianca, dettaglio porta
    la porta blu

    La rinascita moderna del Castello della Regina Bianca

    Fu solo tra il 1999 e il 2002 che un promotore immobiliare acquisì l’edificio, allora in uno stato di avanzato degrado, con l’ambizioso progetto di trasformarlo in 53 appartamenti privati. Questo progetto non fu privo di difficoltà, considerato lo stato dell’edificio e la sua iscrizione nel registro dei monumenti storici. La trasformazione fu una sfida architettonica e logistica, richiedendo ristrutturazioni minuziose per preservare l’integrità storica rispettando al contempo le moderne normative abitative.

    Vista aerea del Castello della Regina Bianca
    ©Dominique Hertenberger Architecte

    Prova della tenacia e del talento del promotore immobiliare è il fatto che in ciascuna delle due torri, gli architetti siano riuscito a inserire un ascensore !

    Oggi, il Castello della Regina Bianca è interamente privato e non riceve alcuna sovvenzione da parte del Comune di Parigi. Sono i comproprietari ad occuparsi della manutenzione, con l’obbligo di permettere regolarmente l’accesso alle parti comuni per le visite esterne, una condizione legata al suo statuto di monumento storico.

    Ti lascio immaginare gli appartamenti della residenza : gli architetti hanno messo l’accento su qualità e design per valorizzare al massimo ogni unità abitativa, giustificando così un prezzo di vendita ben superiore alla media del quartiere ! Vivere in questi appartamenti significa godere di un pezzo di storia, immersi in un lusso discreto che solo un luogo così speciale può offrire.


    Il Castello della Regina Bianca e il quartiere dei Gobelins sono gioielli nascosti di Parigi, testimoni di una storia ricca e complessa. Invitano a un’esplorazione intima di una Parigi fuori dai sentieri battuti, dove ogni pietra racconta una storia, ogni strada evoca segreti del passato.

    Per chi cerca di scoprire Parigi diversamente, questi luoghi offrono un’esperienza autentica, piena di misteri e di scoperte. La visita del Castello della Regina Bianca puo essere associata ad una passeggiata lungo l’antico fiume Bièvre, il quartiere della Butte aux Cailles e il quartiere dei Peupliers.

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