In Filigrana Travel Design
  • Home
  • Viaggi su misura
  • Atelier
  • Shop
  • Blog
    • Itinerari & scoperte
    • Cultura & lifestyle
    • Viaggiare in modo diverso
    • Il mestiere di travel designer
  • Chi sono
  • Contatti
  • Français

Blog

  • Cultura & lifestyle
  • Il mestiere di travel designer
  • Itinerari & scoperte
  • Viaggiare in modo diverso
  • Area riservata
  • Lavoriamo insieme
  • Informativa sulla privacy
  • Condizioni generali di vendita
  • Menzioni legali
  • Français
0
In Filigrana Travel Design
  • Home
  • Viaggi su misura
  • Atelier
  • Shop
  • Blog
    • Itinerari & scoperte
    • Cultura & lifestyle
    • Viaggiare in modo diverso
    • Il mestiere di travel designer
  • Chi sono
  • Contatti
  • Français
Home Blog L’antropologa che è in me
  • Il mestiere di travel designer

L’antropologa che è in me

    Maroc, Essaouira, la Skala

    I miei anni universitari presso il dipartimento di antropologia culturale mi hanno insegnato che il viaggio culturale è prima di tutto un ponte verso altre culture, un modo per entrare nella logica intima di un mondo che non è il nostro.

    Per me, viaggiare non significa solo scoprire monumenti o spuntare luoghi imperdibili. È, prima di tutto, un modo di guardare il mondo.

    Quindi, viaggiare in modo diverso significa imparare a percepire questa trama invisibile. Significa capire che un territorio non è uno scenario, ma un sistema culturale coerente, abitato da una memoria, da tensioni, da continuità.

    È proprio questo atteggiamento che sta alla base del mio approccio di travel designer e che conferisce profondità ai viaggi che organizzo.

    organizza il tuo viaggio con me

    Dal turismo culturale all’esperienza sensoriale

    Nel mio approccio al travel design, non vi propongo di accumulare luoghi. Cerco piuttosto di creare percorsi coerenti, sensibili, incarnati.

    Un itinerario non è un elenco: è una narrazione.

    Ogni destinazione porta con sé un’organizzazione invisibile: valori, gerarchie simboliche, codici impliciti, un modo particolare di distinguere l’importante dall’accessorio, il pubblico dall’intimo, il sacro dal quotidiano. Nulla è neutro.

    I luoghi parlano, gli usi raccontano, i silenzi significano.

    Quando inizio a fare ricerche su una destinazione, mi chiedo sempre:

    • Cosa costituisce l’identità profonda di questo luogo?
    • Quali sono le sue tradizioni, il suo patrimonio, i suoi mutamenti?
    • Come permettere al viaggiatore di entrare in relazione con questa realtà, senza caricaturarla?

    Il viaggio diventa un’immersione nel sistema di valori, rappresentazioni, codici impliciti e gerarchie simboliche dell’altro, in questo modo singolare di organizzare il mondo, di distinguere l’importante dall’accessorio, il sacro dal quotidiano, l’intimo dal pubblico.

    Lo sguardo antropologico in viaggio

    Buone notizie: non è necessario aver studiato antropologia culturale per trasformare il proprio sguardo in viaggio. Ognuno di noi può imparare a osservare in modo diverso, a mettere in discussione ciò che vede, a interrogarsi sulle logiche invisibili che strutturano un luogo.

    Basta accettare di rallentare, spostare la propria attenzione, passare dal consumo di immagini all’interpretazione dei segni.

    È un atteggiamento accessibile e profondamente trasformativo.

    Cambiare il proprio sguardo significa già trasformare il viaggio.

    1. Osservare le abitudini

    Non sono solo i monumenti a raccontare una destinazione. Sono i ritmi, i mercati, i gesti quotidiani, le conversazioni in piazza, il modo in cui gli abitanti occupano lo spazio.

    A Milano, ad esempio, l’ora di uscita dagli uffici la dice lunga sulla cultura locale: a partire dalle 18:00, intorno a Piazza del Duomo o lungo i Navigli, inizia il rituale dell’aperitivo. Le sagome si stagliano nella luce della sera, le giacche sono impeccabili, le scarpe scelte con cura, le borse portate con intenzione. Anche nella vita quotidiana, lo stile diventa un linguaggio sociale. Basta fermarsi qualche minuto in piazza o costeggiare i canali per assistere a questo vero e proprio balletto urbano: una sfilata spontanea in cui l’eleganza fa parte del modo italiano di vivere la città.

    2. Comprendere gli spazi

    Un quartiere popolare o meno frequentato dai turisti non è per questo meno interessante di un centro storico. Spesso è anche più rivelatore.

    È lì che si capisce come respira davvero una città: i negozi di quartiere dove ci si saluta per nome, le facciate modeste che raccontano le successive migrazioni, le piazze dove la vita collettiva riprende naturalmente il suo corso.

    A Roma, ad esempio, intorno alla fontana delle Anfore in Piazza Testaccio, da alcuni anni si assiste al ritorno dei bambini nella piazza pubblica: giocano a pallone, vanno in bicicletta, inventano gare improvvisate sotto lo sguardo tranquillo dei genitori e dei nonni che chiacchierano tra vicini. Questa socialità all’italiana non si visita, si condivide. Basta sedersi su una panchina, con una birra in mano, comprata nell’enoteca vicina, per assaporare da vicino questa atmosfera fatta di vicinanza, voci che si mescolano e tempo che si allunga.

    È in questi spazi meno fotografati che si rivelano le dinamiche sociali, le solidarietà discrete, ma anche le tensioni e le storie contemporanee di una destinazione vivace. Per un viaggiatore alla ricerca di autenticità, è una porta d’accesso incomparabile alla realtà del luogo.

    Roma, Piazza Testaccio

    3. Interpretare le pratiche culturali

    Perché in Italia il pranzo resta un vero e proprio momento di pausa, anche nel cuore di una grande città, quando gli uffici si svuotano e le trattorie si riempiono di clienti abituali?

    Perché in tanti paesi la festa patronale continua a scandire il ritmo dell’anno, con processioni, musica popolare e ritrovi familiari nella piazza centrale?

    Perché a Napoli, Palermo, Bari la strada diventa un’estensione del salotto, dove si parla ad alta voce, ci si scambiano saluti da un balcone all’altro, la vita privata si svolge in pubblico?

    Perché, in una piccola chiesa parigina come in un santuario di provincia, il silenzio non è solo spirituale, ma anche profondamente radicato nel rapporto italiano con il sacro, fatto di gesti, sguardi e memoria collettiva?

    Il viaggio culturale diventa una lettura del mondo.

    organizza il tuo viaggio con me

    L’antropologa dietro la travel designer

    Quando elaboro il vostro itinerario, il mio sguardo da antropologa è sempre presente: guida le mie ricerche, orienta i miei suggerimenti e modella l’esperienza che vi propongo.

    Prima di diventare travel designer, ho studiato antropologia culturale all’Università La Sapienza di Roma. Etnologia, antropologia urbana, sociologia, demologia, semiologia, geografia culturale… Era il mio pane quotidiano!

    Queste discipline mi hanno insegnato una cosa fondamentale: una città è un testo, un territorio è un sistema di segni, una cultura è un modo di abitare il mondo.

    Concretamente, ciò significa che nulla è neutro: l’architettura di un edificio, la larghezza di una strada, la presenza di un mercato piuttosto che di un centro commerciale, il modo in cui gli abitanti occupano una piazza, i manifesti affissi sui muri, le lingue che si sentono in un quartiere… Tutto questo compone un linguaggio.

    Per un viaggiatore curioso, imparare a leggere questi segni cambia l’esperienza del viaggio: non ci si accontenta più di vedere, si interpreta. Si capisce perché un determinato quartiere concentra le botteghe artigiane, perché un determinato asse urbano segna un confine sociale invisibile, perché una piazza diventa teatro della vita collettiva. Il territorio diventa allora una storia da decodificare e il viaggio una vera e propria esplorazione culturale.

    organizza il tuo viaggio con me

    I miei punti di riferimento in antropologia del turismo

    Le strutture invisibili delle culture

    Claude Lévi-Strauss

    Grazie all’antropologia strutturale, ho capito che viaggiare non è mai un’esperienza neutra: è un incontro tra immaginari, rappresentazioni e sistemi culturali che dialogano tra loro. Dietro l’apparente diversità delle culture si nascondono strutture, logiche, sistemi di significato. Per un viaggiatore esperto, questo cambia tutto. Esplorare una destinazione non significa accumulare immagini, ma individuare le strutture invisibili, le opposizioni tra centro e periferia, tradizione e modernità, sacro e profano che organizzano la vita locale.

    La ricerca
    dell’autenticità

    MacCannell

    L’antropologia del turismo mi ha fatto scoprire il concetto di “ricerca dell’autenticità”. Il turista moderno cerca di vivere qualcosa di “vero”, diverso dalla sua quotidianità. Ma questa autenticità è talvolta messa in scena, organizzata per soddisfare le aspettative del visitatore. Capirlo permette di andare oltre: superare l’apparenza, evitare il folklore superficiale e cercare situazioni realmente legate alla vita locale. Il mio approccio consiste nell’accompagnare questa ricerca, orientando lo sguardo verso esperienze che non sono create per piacere, ma radicate nella realtà culturale di un luogo.

    I
    non-luoghi

    Marc Augé

    Nell’ambito dell’antropologia del turismo, ho approfondito i lavori di Marc Augé e il suo concetto di “non-luoghi”: quegli spazi di transito come aeroporti, centri commerciali o catene alberghiere, dove si passa senza realmente abitarli. Le sue teorie mi hanno insegnato a distinguere gli spazi standardizzati dai luoghi portatori di identità, memoria e relazioni. Il mio approccio mira proprio a uscire dal non-luogo per entrare in spazi vivi, dove si può percepire la trama culturale di un territorio.

    Il viaggio culturale in modo diverso

    Viaggiare con uno sguardo antropologico non significa intellettualizzare il mondo. Significa rallentare. Significa accettare di non capire tutto immediatamente. Significa lasciarsi trasportare.

    Significa uscire dalla scena per entrare in relazione.

    In ogni progetto che accompagno c’è questa intenzione: permettere un incontro vero, sottile, duraturo con un luogo e le persone che lo abitano.

    Se vi piace capire ciò che vedete, se vi chiedete perché una città abbia questa energia particolare, perché una piazza sembri più viva di un’altra, perché certi gesti vi tocchino senza che riusciate a spiegarne il motivo, allora questo approccio è anche il vostro.

    Trasforma il viaggio culturale in un’esperienza consapevole: non attraversate più un luogo, ne entrate nella logica, ne percepite le sfumature, ne sentite le tensioni e le armonie. Ed è qui che l’autenticità smette di essere una parola per diventare un’esperienza vissuta.

    Viaggiare non significa consumare un paesaggio. Significa entrare con delicatezza nell’altrove. E forse tornare cambiati.


    E se il vostro prossimo viaggio diventasse un terreno di esplorazione culturale, sensibile e profondamente umano?

    Se questo modo di viaggiare vi interessa, vi invito a contattarmi per immaginare insieme un progetto su misura, pensato come una vera e propria immersione, attenta, coerente e profondamente incarnata.

    contattami
    Articoli correlati
    • backstage
    Articolo Precedente
    Chartres
    • Viaggiare in modo diverso

    Il bello dell’imprevisto in viaggio

    Leggi l'articolo
    Potrebbe interessarti
    Pornic, la porta gialla
    Leggi l'articolo
    • Il mestiere di travel designer

    Viaggi su misura: come In Filigrana crea il tuo itinerario personalizzato

    • 4 Giugno 2025
    Leggi l'articolo
    • Il mestiere di travel designer

    Co-creare un viaggio su misura con un Travel Planner

    • 10 Febbraio 2025
    e-book-mockup-guida-viaggio-fai-da-te
    boutique etsy
    Categorie del blog
    • Cultura & lifestyle
    • Il mestiere di travel designer
    • Itinerari & scoperte
    • Viaggiare in modo diverso
    Chiamata gratuita
    • Area riservata
    • Lavoriamo insieme
    • Informativa sulla privacy
    • Condizioni generali di vendita
    • Menzioni legali
    • Français
    logo In Filigrana footer

    Digital Marketing by Cristina Camodeca

    • Area riservata
    • Lavoriamo insieme
    • Informativa sulla privacy
    • Condizioni generali di vendita
    • Menzioni legali
    • Français

    Creato con ❤️ tra Roma e Parigi, diffuso ovunque ci sia voglia di scoprire (anche oltre la Senna e il Tevere).

    Missione: Farti viaggiare senza stress, evitando ricerche infinite e trappole per turisti. Parigi (e la Francia) senza cliché, con un tocco d’italianità.
    Come? Creando itinerari intelligenti, autentici e fatti su misura per te. Perché il viaggio inizia ben prima di partire!
    Chi? Viaggiatori curiosi, esploratori della bellezza e tutti quelli che sognano Parigi senza traduttore automatico.
    Base operativa: Tra un bistrot di Saint-Germain, una libreria nascosta e un café crème con vista. Se ci cerchi, stiamo affinando l’itinerario perfetto per il tuo prossimo viaggio.

    Inserisci la chiave di ricerca e premi invio.

    In Filigrana Travel Design
    COOKIES 🍪

    Anche noi preferiamo quelli al cioccolato 😋, ma questi cookies ci aiutano solo a migliorare la tua esperienza su questo sito! Accettandoli, ci permetti di capire meglio cosa ti piace (o no) per offrirti contenuti ancora più su misura.

    Preferisci dire di no o personalizzare? Nessun problema, ma alcune funzioni potrebbero risultare un po’ meno croccanti 😏

    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}

    WhatsApp | Let's chat!