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La vera storia di Maria Antonietta e l’affare della collana

    Vetrina a Parigi con cioccolatini ispirati a Maria Antonietta

    Tra i tanti eventi che contribuirono alla rovina di Maria Antonietta e alla fine della monarchia francese, uno in particolare spicca per intrighi, truffe e scandali: l’Affare della collana.

    In principio, questa preziosissima collana di diamanti, composta da centinaia di gemme, era stata creata dai gioiellieri Charles Boehmer e Paul Bassenge per la favorita di Luigi XV, la Contessa du Barry. Tuttavia, la morte improvvisa del re nel 1774 ne impedì l’acquisto, lasciando i gioiellieri nella disperazione, in possesso di un costosissimo gioiello invenduto.

    Questo è il punto di partenza dell’affare che, più di un semplice scandalo di corte, ha alimentato il fuoco della Rivoluzione e ha offerto ai nemici della regina l’occasione perfetta per screditarla.

    In questo articolo ti invitiamo a ripercorrere questa vicenda attraverso i luoghi chiave di Parigi e Versailles, per immergerci nel cuore di uno dei più grandi complotti del XVIII secolo.

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    Un vero e proprio intrigo da romanzo

    L’Affare della collana coinvolse numerose personalità dell’epoca, ognuna con un ruolo chiave nello scandalo.

    I protagonisti dell’intrigo

    • Maria Antonietta: regina di Francia, innocente, ma coinvolta suo malgrado nella vicenda. La sua immagine pubblica ne uscì distrutta.
    • Cardinale de Rohan: ambizioso ecclesiastico, desideroso di riconquistare il favore della regina, fu manipolato da Jeanne de La Motte.
    • Jeanne de La Motte: nata da una famiglia decaduta, abile intrigante e vera mente dietro la truffa.
    • Nicole d’Oliva: giovane attrice e prostituta, ingannata e usata per impersonare la regina.
    • Cagliostro: mago e alchimista italiano, accusato di complicità nello scandalo.
    • I gioiellieri Boehmer e Bassenge: creatori della collana, vittime di questa macchinazione.
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    La storia in breve

    Come detto sopra, tutto ha inizio con un sontuoso gioiello creato dai gioiellieri Charles Boehmer e Paul Bassenge, una collana di diamanti dal valore scandalosamente inestimabile che nessuno voleva e che speravano di vendere a Maria Antonietta.

    La regina, però, non la desiderava, considerandola un lusso eccessivo persino per lei.

    Fu allora che entrò in gioco una certa Jeanne de La Motte, un’avventuriera senza scrupoli, che orchestrò una truffa ai danni del cardinale de Rohan per impossessarsi della collana.

    Grazie all’uso di lettere false e di una prostituta somigliante a Maria Antonietta, riuscì a far credere al cardinale che la regina fosse interessata alla collana e che lui avrebbe potuto riconquistare il suo favore portandosi garante per lei.

    Quando la verità emerse, lo scandalo divenne pubblico e, pur essendo innocente, Maria Antonietta ne uscì irrimediabilmente screditata.

    Questo evento diede un colpo fatale alla monarchia francese, già indebolita dalla crisi economica e dalla crescente ostilità del popolo.

    Per un approfondimento dettagliato sulla vicenda, puoi leggere questo articolo de Il Giornale che analizza il ruolo di Maria Antonietta e l’impatto dello scandalo sulla monarchia francese… E che rivela anche una curiosità che non tutti conoscono in Italia.

    Lo stesso Alexandre Dumas si ispirò di questo intrigo per scrivere “La collana della regina”, romanzo storico pubblicato a puntate sui giornali nel 1849 e nel 1850 (prima e dopo la Rivoluzione del 1848).

    Infine, se anche tu da piccolo guardavi il cartone animato Lady Oscar (tratto dal fumetto Le Rose di Versailles di Riyoko Ikeda), quella sarà stata sicuramente la prima volta che avrai sentito parlare di questa storia!

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    Jeanne de La Motte: la vera protagonista dell’intrigo

    Jeanne de Valois-Saint-Rémy, conosciuta come Jeanne de La Motte, crebbe in condizioni di estrema povertà. Follemente ambiziosa, persuasa di essere l’ultima discendente della dinastia dei Valois, si reinventò come avventuriera senza scrupoli.

    Jeanne de Valois-Saint-Rémy, contessa de la Motte
    Jeanne de la Motte

    La sua vita cambiò grazie all’incontro con la Marchesa di Boulainvilliers, che la prese sotto la sua ala protettrice, le diede un’educazione raffinata e riuscì a farla autenticare come appartenente ai Valois.

    In seguito sposò Nicolas de La Motte, un truffatore esperto, con il quale intraprese un’ascesa negli ambienti aristocratici fino a insinuarsi alla corte di Versailles.

    Astuta e manipolatrice, sfruttò l’ambizione del cardinale de Rohan per mettere in atto la truffa della collana.

    Dopo la scoperta dell’inganno, fu arrestata e imprigionata alla Salpêtrière (all’epoca una prigione per donne). Aiutata probabilmente dal conte d’Orléans, nemico della regina, riuscì però a fuggire in Inghilterra, dove cercò di riabilitare la sua immagine pubblicando le sue memorie.

    Morì a Londra nel 1791 in circostanze misteriose, precipitando da una finestra.

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    Sulle tracce dell’intrigo: un itinerario immersivo

    Per rivivere questa incredibile vicenda, percorriamo i luoghi dove tutto si è svolto, arricchendo l’esperienza con suggerimenti per un percorso più immersivo.

    1. Versailles – Il teatro del potere e delle ambizioni

    Versailles non è solo la cornice del lusso regale, ma anche il luogo in cui il cardinale de Rohan sperava di riconquistare il favore della regina.

    • Gli Appartamenti di Maria Antonietta: dove la regina visse e si rifugiò durante gli anni della calunnia.
    • La Sala degli Specchi: simbolo della grandeur della monarchia, ma anche luogo dove le voci e le dicerie correvano veloci.
    • I Giardini di Versailles: immagina il cardinale che passeggia in cerca di una possibilità di redenzione.
    • Il Bosco di Venere: luogo dove, secondo le cronache, avvenne l’incontro tra il cardinale de Rohan e la falsa Maria Antonietta impersonata da Nicole d’Oliva, organizzato da Jeanne de La Motte.

    Suggerimento immersivo: non mancare la visita del Petit Trianon, il rifugio di Maria Antonietta, per comprendere la sua visione più intima e meno sfarzosa della regalità.

    2. Place Vendôme – Il mondo della gioielleria

    Charles Boehmer e Paul Bassenge, gioiellieri della corte, avevano creato questa collana con 647 diamanti, sperando che la Contessa du Barry l’acquistasse. Dopo la morte di Luigi XV, cercarono di venderla a Maria Antonietta, senza successo.

    Place Vendôme, allora come oggi, era il cuore del lusso parigino, ed è qui che si trovavano gli atelier di molti celebri gioiellieri dell’epoca.

    3. Palais Royal – Il teatro delle voci e dei libelli

    Dopo la scoperta della truffa, la stampa rivoluzionaria sfruttò l’occasione per screditare la regina. Il Palais Royal, frequentato da intellettuali e libellisti, divenne il centro nevralgico della propaganda contro Maria Antonietta.

    Suggerimento immersivo: passeggia nei giardini del Palais Royal e sotto i portici della Galleria di Montpensier, immaginando l’atmosfera frenetica dell’epoca: il via vai incessante di commercianti, giocatori d’azzardo, truffatori e cortigiane che popolavano i portici a tutte le ore del giorno e della notte.

    4. Hôtel de Rohan – Il ritorno del cardinale

    Situato al numero 87 di rue Vieille-du-Temple, nel quartiere del Marais, l’Hôtel de Rohan fu la residenza parigina del cardinale de Rohan.

    Dopo essere stato assolto nel processo per l’Affare della collana, il cardinale tornò qui, accolto con entusiasmo dai suoi sostenitori.

    Le cronache raccontano che apparve alla finestra per ricevere le acclamazioni della folla. Tuttavia, il re Luigi XVI gli ordinò di lasciare immediatamente Parigi per l’esilio alla Chaise-Dieu.

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    Maria Antonietta: regina dello stile alla francese

    Maria Antonietta era senza dubbio una regina amante del lusso e dello sfarzo, una passione che la rese popolare tra l’aristocrazia, ma profondamente impopolare tra il popolo, che faticava a sopravvivere in condizioni di estrema miseria.

    Il contrasto tra la sua vita sfarzosa e la povertà diffusa alimentò l’odio nei suoi confronti e la convinzione che fosse insensibile alle sofferenze del regno.

    L’Affare della collana ne fu l’esempio supremo: la truffa orchestrata da Jeanne de La Motte sfruttò proprio la percezione popolare di Maria Antonietta come sovrana frivola e sperperatrice, facendo esplodere lo scandalo che avrebbe accelerato la crisi della monarchia.

    Ritratto di Maria Antonietta dipinto da Le Brun e conservato alla reggia di Versailles
    La regina Maria Antonietta, regina di Francia

    La crème de la crème

    Maria Antonietta si circondò dei migliori artigiani e creatori del suo tempo, selezionandoli con cura per il loro talento e la loro capacità di interpretare il suo gusto raffinato e innovativo.

    Amava circondarsi di artisti capaci di unire lusso ed eleganza con un tocco di modernità, rompendo con le rigide convenzioni dell’epoca.
    I suoi fornitori di fiducia includevano:

    • Rose Bertin, la sua stilista personale, che rivoluzionò la moda femminile con abiti più leggeri e innovativi, allontanandosi dalle rigidità del secolo precedente.
    • Leonard Autié, il suo parrucchiere, creatore delle iconiche acconciature voluminose e decorate che divennero il simbolo della sua epoca.
    • Jean-Louis Fargeon, il suo profumiere, che ideò fragranze su misura come il “Parfum de Trianon”, con essenze delicate ispirate ai giardini di Versailles.
    • Christophe-Philippe Oberkampf, produttore della celebre Toile de Jouy, le cui stoffe ornate decoravano gli interni del Petit Trianon.
    • Jean-Baptiste-Claude Odiot, celebre orafo e argentiere, che forniva alla regina oggetti preziosi e raffinati per la sua tavola e la sua toeletta.

    Suggerimento immersivo: per immergersi nel mondo del lusso di Maria Antonietta, visita il Museo delle Arti Decorative a Parigi, dove sono esposti abiti, gioielli e accessori dell’epoca, e il Petit Trianon a Versailles, che conserva ancora oggi l’atmosfera intima e sofisticata che la regina amava tanto.

    Che fine ha fatto la collana?

    Dopo essere entrata in possesso di Jeanne de La Motte, la collana non rimase intatta a lungo. Per evitare di destare sospetti e per monetizzare rapidamente il furto, Jeanne e i suoi complici smontarono il gioiello e vendettero le pietre separatamente sul mercato nero, sia a Parigi che a Londra.

    In questo modo, il prezioso collier di diamanti andò disperso, rendendo impossibile il suo recupero nella forma originale.

    Alcuni storici ipotizzano che alcune di queste gemme possano essere finite in altre creazioni di alta gioielleria dell’epoca, perdendo così per sempre la loro identità originaria.


    L’Affare della collana fu molto più di una semplice truffa: fu la miccia che alimentò il disprezzo popolare verso la monarchia e contribui a precipitare la Francia nella Rivoluzione.

    Parigi e Versailles conservano ancora i luoghi di questa incredibile vicenda, offrendo ai visitatori la possibilità di immergersi in un’epoca di intrighi, lusso e rivoluzione.

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